martedì, 15 settembre 2009, ore 13:03

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venerdì, 31 luglio 2009, ore 18:00

Essere Autonomi cosa significa?
Mentre il mondialismo si fa sempre più sistema, nelle società contemporanee avanza inesorabile l’alienazione, che svilisce tutti gli ambiti della vita umana, compresa la politica.
Il cancro del consumismo, vera e propria anima del capitalismo, si è innervato in ogni aspetto dell’esistenza, rendendo il vivere una mera operazione contabile.
Parallelamente alla crescita di indifferenza, mercificazione, materialismo, egocentrismo, menefreghismo verso la sfera comune e alla progressiva ma inesorabile emarginazione di un numero crescente di strati sociali, si assiste paradossalmente, a livelli crescenti di passività sociale.
Un pò per mancanza di alternative credibili, un pò per disillusione, molto per conformismo indotto dall’egemonia culturale mondialista nei comportamenti sociali e individuali, sempre meno si è disposti a lottare per gli Ideali e ci si chiude nel proprio privato e nelle proprie consuetudini, rifiutando ogni impegno che implichi dei sacrifici.
Questa vuoto politico e sociale è deleterio nel medio e lungo periodo, poichè si corre (come sta succedendo) il pericolo di farsi sovrastare dalle oligarchie cosmopolite, che proprio facendo conto su questa incapacità (o, peggio, volontà) di farsi sentire, finiscono con il manipolare o coll’ignorare (e quindi cancellare) richieste e bisogni che giungono dal basso!
Sempre più spesso l’unica forma di partecipazione politica è la delega ai partiti della rappresentanza dei propri ‘valori’ e dei propri Ideali.
Partiti che il più delle volte finiscono però col tradire spudoratamente la fiducia dei cittadini elettori e dei militanti, agendo in aperta contraddizione con quanto propugnato, accettando i più turpi compromessi in nome di chissà quali tatticismi, consentendo l’ascesa dei personaggi più abietti, attenti solo al proprio profitto personale, in termini di carriere, poltrone, soldi, cariche.

Di fronte alla normalizzazione sociale, al consolidarsi di tale infausta situazione, tra consumismo e indifferenza, è possibile cercare di superare questa fase di inerzia e appiattimento dilagante?
E’ nostra convinzione che sia ancora possibile reagire, tramite un rinnovamento delle posizioni politiche e meta-politiche e con un approccio diverso alla politica, autonomo e nazionalista allo stesso tempo, più concreto, dove contano solo le Idee e i Valori in grado di sviluppare orientamenti in grado di resistere al pensiero unico imposto dalla cultura dominante.
E che quindi il presente e il futuro del dissenso politico, della resistenza nazionale, passino necessariamente attraverso pratiche di PARTECIPAZIONE DIRETTA e AUTONOMA alla vita politica e sociale, senza mediazioni.

L’Autonomo nazionalista è quindi il dissidente anti-mondialista, il non-arreso alla quotidianità, l’opposto del burattino, colui che abbatte il totem del conformismo, il nemico del compromesso, convinto che la politica debba essere fatta specialmente da Ideali non negoziabili, che la mobilitazione sia l'unica soluzione contro l’oppressione, una reale alternativa per sfidare le ingiustizie e cercare le soluzioni ai problemi sociali, politici, economici, culturali, ambientali che agitano le nazioni europee.

Autonomia è ALTERNATIVA, non solo di facciata, da ‘marketing politico’, alla ‘politica-mediata’.
Autonomia non è un partito, un movimento, un’organizzazione, un club e neppure un ‘franchising’ metapolitico! Tantomeno è un ‘brand’, una ‘moda’, con temi che ‘ora vanno’, ‘no, andavano due anni fa’ (ho sentito fare simili discorsi nell’ambiente, ve lo assicuro!).
Autonomia è un sentire ribelle, è amore per la Libertà. Non c’è uniformità, non ci sono tessere e non ci sono gerarchie, capi, segretari, ‘grandi vecchi’ e boss (e quindi neppure carrieristi, poltronari, arrivisti, voltagabbana).
Non ci sono ordini e direttive. Non esistono piani d’azione e manuali per l’utilizzo.
La gerarchia è sostituita dall’AUTOGESTIONE: l’Autonomia si incarna nella pratica del ‘Do it yourself’, è impegno nel contesto sociale attualizzando politicamente sul territorio l’opposizione al mondialismo, è attenzione a temi reali (come l’ecologia, l’animalismo, …) importanti per il Futuro di tutti, è solidarietà e radicalità sociale contro l’indifferenza, è comunicazione politica in forme vicine alla cultura popolare attuale, è impegno e attivismo, a tutti i livelli, senza il meschino ‘calcolo politico’ che corrompe l’agire del politicante.
E’ lotta al turbocapitalismo, all’Internazionalismo delle elitès collaterale del capitalismo, al ‘progressismo’ dei privilegiati (che tanto il conto lo pagano gli altri…), allo sfruttamento flessibile mascherato da ‘modernità’!
E’ contrapposizione ad una società basata sul Dio Unico Profitto, dove l’unico scopo del vivere è l’arricchirsi ad ogni costo!
E’ l’antitesi reale di ogni possibile Pensiero Unico, di ogni conformismo, di ogni oppressione, è rifiuto a trincerarsi dietro qualunque dogmatismo.

L’Autonomia è una moltitudine che non diviene mai uno!

fonte: http://resistenza-nazionale.blogspot.com/

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giovedì, 30 luglio 2009, ore 15:19


Gerusalemme - . Jamal Zahalka, leader del partito arabo-israeliano "National democratic assembly", ha denunciato ieri il prolungamento fino al luglio 2010 del divieto di ricongiungimento delle famiglie palestinesi in territorio israeliano.

Zahalka, per questo motivo, ha quindi definito il governo di Benjamin Netanyahu “spudorato”, in quanto non troverebbe nulla di sbagliato nel separare le madri dai loro figli, o i mariti dalle loro mogli, e nel vantarsi poi di fronte al mondo intero di essere un governo “democratico”. Evidentemente, ha commentato, la legge israeliana non considera i palestinesi come esseri umani: “Non esiste un limite a una simile insolenza razzista?”, si è domandato il leader con meraviglia.

L’estensione del divieto è stata approvata dal parlamento israeliano lunedì in tarda serata, con 47 voti a favore e 12 contro: con esso, alle famiglie palestinesi verrà impedito per la sesta volta consecutiva di ricongiungersi all’interno della “linea verde”, che delimita i territori palestinesi occupati nel 1948 [l’attuale stato d’Israele, ndr].

Zahalka ha poi ricordato che tutte le organizzazioni umanitarie internazionali hanno condannato il decreto, accusandolo anch’esse di rappresentare un atto “razzista” da parte della Knesset. Persino l’Alta corte israeliana – sostiene il politico arabo – ha richiamato il governo perché prendesse in considerazione i casi umanitari, ma Netanyahu avrebbe scelto d’ignorare il richiamo.

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martedì, 21 luglio 2009, ore 19:23


 (di Cristiano Del Riccio).

 WASHINGTON, 19 LUG - Rinchiusi in una cella piena di cadaveri. OppImage Hosted by ImageShack.usure piena di donne nude. Oppure trattati a forti dosi di scariche elettriche sui denti. Queste alcune delle tecniche di interrogatorio, per i sospetti terroristi, discusse dalla Cia dopo la cattura in Pakistan sette anni fa di Abu Zubaida. Il quotidiano Washington Post rivela oggi illuminanti dettagli del dibattito divampato alla Cia sul modo migliore per estrarre dal prigioniero tutte le informazioni possibili su nuovi piani di attacco di Al Qaida. Il terrorista, che era rimasto gravemente ferito durante la cattura, era stato trasferito in una prigione segreta della Cia in Thailandia, non lontana da un aeroporto di Bangkok. Il team della Cia inviato in Tailandia per condurre gli interrogatori era guidato da James Mitchell, un ex psicologo dell'Air Force che sosteneva di essere un esperto nelle tecniche di resistenza insegnate ai membri di Al Qaida. Lo psicologo ordinò che il prigioniero fosse spogliato nudo mentre veniva interrogato dagli agenti della Cia. Inoltre a Zubaida venne impedito di addormentarsi per periodi prolungati. Il sistema più semplice: un bombardamento continuo di musica a volume assordante (le canzoni dei Red Hot Chili Peppers erano giudicate particolarmente efficaci).

Alle sessioni di interrogatorio partecipava qualche volta anche lo psicologo che però, a differenza degli agenti segreti della Cia, indossava sempre una maschera per proteggere la sua identità. Poiché Zubaida non parlava, Mitchell aveva chiesto che nella cella del prigioniero la temperatura fosse tenuta a livelli polari, facendo diventare blu la pelle del sospetto terrorista. I dettagli ottenuti dal quotidiano mettono anche in evidenza i contrasti tra la Cia e l'Fbi, che aveva interrogato Zubaida in prima battuta, con metodi tradizionali, ricavandone alcune preziose informazioni. Dopo che gli interrogatori erano stati affidati alla Cia, e mentre si avvicinava il primo anniversario dell'attacco dell'11/9 (col timore negli Usa di un nuovo attentato di Al Qaida per celebrare la ricorrenza). Gli agenti dell'Fbi consideravano tortura i metodi usati dal team Cia guidato da Mitchell. Nel tentativo di far crollare le resistenze del prigioniero, Mitchell aveva intanto studiato altre tecniche: Zubaida era stato infilato in un box dalle dimensioni di una bara, al buio e in posizione dolorosa, in condizioni di esaurimento di ossigeno. Quindi era giunto il controverso waterboarding: un panno sulla faccia del detenuto intriso d'acqua fino a provocare una sensazione di soffocamento. Nel giro d cinque giorni il prigioniero era stato sottoposto per 83 volte alla tortura. Senza risultato. Dal quartier generale dela Cia era giunta in Thailandia una delegazione per assistere al waterboarding: dopo aver visto di persona le reazioni disperate del prigioniero i funzionari avevano raccomandato ai loro capi a Washington di non usare più tale metodo, rivela il quotidiano americano.
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sabato, 18 luglio 2009, ore 02:14

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Mancano pochi giorni all'anniversario di quel tragico giorno che tutta l'Italia ed in maniera più forte noi siciliani ricordiamo ancora in maniera limpida e dolorosa,proprio a pochi giorni di distanza dal 17° anniversario dalla strage di via d'Amelio si vocifera (finalmente) della riapertura del caso,nuove dinamiche vengono a galla (solo adesso?) di possibili collusioni ed accordi tra mafia e stato scoperte all'epoca dal giudice palermitano.
Come autonomi nazionalisti,come siciliani e prima ancora come comuni cittadini,non potevamo non far nulla per rendere omaggio a Paolo,esempio per tutti i giovani di valori concreti,avremmo voluto partecipare alla fiaccolata che viene organizzata annualmente a Palermo ma purtroppo per problemi di natura logistica non sarà possibile la nostra partecipazione (per chi fosse interessato il sito internet è
:http://www.19luglio.it/ ),abbiamo quindi ricordato la sua scomparsa con un manifesto/volantino recante una delle sue frasi più significative:

“” “”””il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le piuù adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

Ciao Paolo.

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mercoledì, 15 luglio 2009, ore 13:49

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Omicidio Sandri: 6 anni a Spaccarotella Dopo il verdetto urla contro la Corte

Il pm aveva chiesto 14 anni di reclusione. Derubricato il reato da omicidio volontario a colposo

I GENITORI - «Adesso me lo hanno ammazzato una seconda volta. Come fai a credere nella giustizia? Adesso non ci credi più».
SPACCAROTELLA - «Ho pianto di gioia. Ho fatto bene a credere nella giustizia».

Bravi,bravi e ancora bravi.Lo avete ucciso una seconda volta,come sarebbero andate le cose se fossero state a parti inverse? Quanti anni di condanna avrebbe ricevuto il povero Gabbo se fosse stato lui a sparare? Siamo sinceramente stanchi e schifati da questo verdetto, ennesima dimostrazione di uno stato in cui vige la regola dei due pesi e delle due misure,siamo stanchi di tutto il buonismo che circonda la nostra società,gridiamo giustizia,gridiamo con orgoglio,con amore e con passione.....
nel nome di Gabbo.
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lunedì, 22 giugno 2009, ore 20:43

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lunedì, 22 giugno 2009, ore 20:25

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sabato, 20 giugno 2009, ore 02:53

In merito ai deliri di questi giorni sulla fantomatica Guarda nazionale...
Fonte: www.fascinaction.org
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domenica, 14 giugno 2009, ore 14:59

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